Thursday, May 26, 2022

Vero Nome Di Lucio Battisti

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Il figlio di Battisti si è avvicinato al genere rock ed è un grandissimo fan dei Beatles. Nel 2000 ha fondato la sua prima band, gli Hospital, con la quale ha inciso ben tre dischi. Luca Filippo Carlo, però, ha sempre dichiarato di non voler raggiungere a tutti i costi la popolarità di suo padre e infatti ha sempre preferito rimanere nel “backstage”, lavorando come tecnico del suono per grandi eventi.

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Ma gli anni di Battisti sono stati indubbiamente i ’70 e gli ’80, inaugurati con due canzoni di grande successo, “La canzone del sole” e “Anche per te”, incise per la sua nuova etichetta, da lui stesso fondata con alcuni amici e collaboratori, e che porta il nome emblematico di “Numero Uno”. Da quel momento in poi scandisce serie impressionanti di successi, di veri e propri capolavori, tutti al primo posto nelle classifiche. Inoltre forse non tutti sanno che Battisti è stato anche autore per altri, editore e discografico, distribuendo successi per Mina, Patty Pravo, il complesso Formula Tre e Bruno Lauzi. Al di là della sua pur vasta produzione, sia in brani da lui direttamente incisi, sia in canzoni affidate ad altri artisti, Lucio Battisti è un’artista che ha lasciato un’impronta significativa nella musica italiana contemporanea. Alcune canzoni di Lucio Battisti, come Un’avventura, Acqua azzurra acqua chiara, Mi ritorni in mente, Il mio canto libero ed Emozioni hanno guadagnato in Italia la stessa celebrità e “solennità” dei più importanti successi internazionali della musica rock anglo-americana.

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Di questo brano esiste anche un videoclip girato su pellicola in bianco e nero, che è anche il primo filmato dove evaluate il cantante, girato a Tonezza del cimone. Di maggiore successo è il retro, Balla Linda, una canzone melodica ma già “sperimentale” per i canoni musicali dell’epoca, in cui Battisti rifiuta la convenzione delle rime baciate per i testi, in accordo con Mogol. Cantante e compositore, nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943, morto a Milano il 9 settembre 1998, considerato uno dei maggiori cantautori italiani.

  • Quando tra cinquant’anni su qualche spiaggia di sera ci si riunirà attorno advert un fuoco non sembrerà strano sentire quei tre semplici accordi e quelle parole che raccontano di ombre e fantasmi della notte, fiori che cadono dalla bocca e mare nero…
  • Quando lo sento cantare le canzoni di Battiato, sapendo che musica e testi non sono semplici, mi sembra che li faccia molto bene.
  • È proprio Matano, che ha più volte rivendicato una sorta di “primogenitura” nella scoperta del talento di Lucio, a spronarlo a scrivere canzoni.
  • Dopo aver ricevuto un coro di «sì» canta Il tempo di morire e Fiori rosa, fiori di pesco.
  • Era difficilissima da usare, bisognava schiacciare tutto con le dita, infatti eravamo in dieci concentrati per stare a tempo.

Ci abbiamo messo un pomeriggio, ma alla fine è uscito tutto come volevamo. Ma ho cercato “tutti i dischi di Alberto Radius” e mi è uscita una lista infinita. Ho anche trovato due pezzi bellissimi di 50 anni fa e adesso li voglio reincidere perché non si capiscono bene le parole. Un “maltrattamento della cultura” per alcuni questo Hegel, un disco che non potrà mai essere considerato al di fuori del suo essere epilogo di una discografia unica.

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“La musica period nel sangue – racconta Giovan Battista Battisti, cugino di Lucio – il nostro bisnonno, Andrea detto ‘dei Perugini’, period un grande suonatore di clarino, e il nonno, Giovan Battista, suonava la cornetta”. Il mitico Lucio Battisti nasceva il 5 marzo del 1943 presso il piccolo comune di Poggio Bustone da papà Alfiero, impiegato al dazio, e mamma Dea, casalinga. Dopo le scuole elementari e medie, Lucio si diploma come perito industriale. Ma l’originalità dell’operazione si scontra conun intreccio narrativo molto meccanico, funzionale unicamente a collegare i temi delle canzoni.

Otto brani, tra cui il singolo Amarsi un po’ (che anticipa il 45 giri come singolo, sul cui retro è inciso Sì, viaggiare). Il 9 settembre del 1998 giornali, radio, televisione, web, diffondono la notizia della morte di Lucio Battisti con un clamore mediatico che non ha eguali per un artista del campo musicale, facendo piombare nel dolore migliaia di persone per le quali scompare un pezzo della propria vita. Un vero capolavoro è l’album Anima Latina con il quale la coppia Battisti/Mogol, il cui dominio nel campo della canzone tradizionale italiana è indiscusso, tenta nuove strade con un approccio diverso a testi e musiche.

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Senza ovviamente aver la pretesa di conoscere le opinioni politiche di Battisti, chi scrive ritiene in ogni caso opportuno evidenziare come l’eventuale esistenza di tali orientamenti non abbia in alcun modo influito sulla sua musica e come, anzi, Battisti si sia schierato apertamente solo in materia “ecologista”. A ciò si aggiunga che lo stesso Mogol avrà in più circostanze l’occasione di ribadire come l’etichetta “fascista” fosse stata loro attribuita al fine esclusivo di renderli “antipatici” a una fetta importante del pubblico. Negli anni trascorsi dall’uscita del suo ultimo disco al fatale 1998, si parlerà con insistenza di un riavvicinamento artistico tra Lucio e Mogol, ma tali voci non troveranno mai conferma e, comunque, non si concretizzeranno. Dopo essersi liberato del rapporto con Mogol, che stava diventando pesante e insostenibile, Battisti attraversò un periodo felice e spensierato durante il quale si dedicò advert interest come il windsurf (praticato assieme all’amico Adriano Pappalardo). Forse più di tutte le altre trigger fu determinante la divergenza artistica tra i due, tra un Mogol ancorato a un universo poetico dai ben saldi punti fermi e un Battisti perennemente impegnato a innovare, a sperimentare e a superare se stesso.

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I due, infatti, non sono riusciti a stabilire insieme una cifra per la vendita dei loro pezzi. Nonostante ciò, la loro amicizia continuò fino alla prematura scomparsa del cantante, scomparso nel 1998 per una malattia non confermata. Quando si ripensa alle canzoni di Lucio Battisti, non possiamo che ricollegarci anche al famoso Mogol, colui che li scrisse. Il suo talento, la sua capacità di creare testi meravigliosi hanno portato al successo il cantante, che ha dimostrato di saperli interpretare. Dalfilo conduttore ultra-sentimentale che spesso sfiora, involontariamente, il kitsch del fotoromanzo, al potenziale di una storia che attraversa gli anni ’60 e ’70, trattati però con colpevole superficialità.

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“Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto”, incisa originariamente dai Ribelli di Demetrio Stratos, viene riproposta in modo originale e suona quasi come un pezzo nuovo, anche per le enormi differenze riscontrabili fra la voce di Stratos e quella di Battisti. Il 1º maggio 1971 partecipa alla trasmissione televisiva Teatro 10, dove canta in playback Pensieri e parole mentre canta dal vivo con la chitarra Eppur mi son scordato di te, canzone all’epoca affidata alla Formula three. Sembra che Battisti, recandosi negli studi RAI a Roma, dimenticò la propria chitarra a Milano e ne acquistò all’ultimo momento una da pochi soldi alla stazione Termini; nonostante ciò la sua esibizione mandò in visibilio il pubblico, che nel finale iniziò anche a urlare. Alla nice dell’anno, annuncia che non parteciperà al Festival di Sanremo e dichiara di cominciare a dubitare sull’utilità dei pageant musicali, ritenendo che una buona canzone non abbia bisogno di essere promossa per arrivare al pubblico. Con Balla Linda partecipa al Cantagiro, dove si classifica al quarto posto, entrando per la prima volta, con una canzone da lui interpretata, in hit parade; la canzone, in una versione in inglese intitolata Bella Linda, otterrà, eseguita dai Grassroots, un notevole successo negli Stati Uniti, piazzandosi al numero 28 della classifica di Billboard.

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Grazia Letizia Veronese è stata la moglie di Lucio Battisti ma non solo, anche lei ha dato il suo contributo al mondo della musica come autrice di alcuni brani del marito, lei scriveva con lo pseudonimo di Velezia. I due si sono conosciuti all’età di 26 anni, quando lei lavorava come segretaria per il paroliere Miki Del Prete nell’etichetta discografica di Adriano Celentano. La morte di Lucio è stata una vera tragedia, non solo per la sua precoce scomparsa, ma perché la musica ha perso uno dei suoi più importanti maestri, anche se è vero sì che il cantante al tempo aveva deciso di ritirarsi e di fuggire dai riflettori e dal mondo della discografia, forse una scelta che avrebbe poi potuto vedere un ritorno. Mogol è quel talento di uomo senza cui in mondo intero non avrebbe avuto alcuni dei capolavori che sono entrati a far parte a pieno titolo della storia musicale italiana.

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In primavera in alcune interviste rivela il fidanzamento con Grazia Letizia Veronese, di professione segretaria del Clan Celentano, sua futura compagna di vita. I suoi LP sono stati sempre il frutto di un lavoro lungo e meticoloso, dove nulla è stato lasciato al caso, nemmeno la copertina. Ma non è stato il lavoro del contabile o dell’industriale, ma piuttosto dell’artigiano, se non vogliamo dire dell’artista.

Fu allora che il ragionier Ennio decide di offrirsi come commissario speciale e rilevare la gestione della RCA italiana. Tutto questo avvenne proprio un attimo prima che in America la casa madre non firmasse i contratti con Sam Cooke, Henry Belafonte e Elvis Presley. Poco amante dei concerti e delle esibizioni televisive, e refrattario ai tentativi della stampa d’invadere la sua vita privata, a partire dal 1976 Battisti cessa del tutto di concedersi al pubblico, manifestando l’intendimento di comunicare “solo con le sue canzoni” e procedendo con ferrea determinazione su questa strada. Di lì in poi si limita a concedere rarissime interviste a periodici specializzati (l’ultima nel 1982) e a fare qualche sporadica apparizione televisiva fuori dall’Italia. Da un’intervista di quegli anni emerge il suo bisogno di non subire l’onda del successo, capace di travolgere le abilità artistiche del musicista e soprattutto le abitudini di un uomo borghese che non ha alcuna intenzione di cambiare a scapito della sua serenità. Rientrato in Italia Gian Pieretti firma un contratto con la Vedette e incide la canzone del cantautore belga nel 1963 in un 45 giri inciso con lo pseudonimo Perry, con il titolo Perduto amor.

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