Wednesday, May 25, 2022

Svezia Finlandia Nato

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La maggioranza non è stata a favore dell’adesione alla Nato, ma per la stretta collaborazione con la Nato». Ma cosa avranno mai detto i cinque ministri di paesi di cui tre (Norvegia, Danimarca e un’Islanda completamente priva di forze armate) sono membri della NATO e gli altri due sono neutrali? Nel summit del 10 marzo scorso, il ministro della difesa svedese Peter Hultqvist e il ministro dell’economia Magdalena Andersson si sono detti disponibili a varare un programma di riarmo per il prossimo quadriennio con un supplemento di spesa pari a 5,9 miliardi corone svedesi. Il programma prevede anche un potenziamento delle forze armate sull’isola di Gotland, considerata la sua posizione strategica nel mar Baltico. L’attuale presidente del partito Finlandese , la deputata Riikka Purra, ha affermato che la decisione sull’adesione allaNatodeve essere presa con attenzione, nonostante la crisi in corso. Nel frattempo, il predecessore di Purra e l’attuale presidente della commissione per gli affari esteri del parlamento, Jussi Halla-aho, aveva suscitato scalpore su Twitter invitando la Nato, le Nazioni Unite e la Commissione europea a intraprendere un’azione militare per difendere l’Ucraina.

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Andersson non ha escluso di poter inviare materiale bellico in Ucraina, anche se per il momento la Svezia preferisce concentrarsi su contrasto ai cyber attacchi e la pirateria informatica. Tra i tanti effetti della guerra in Ucraina, che si ripercuotono nel campo occidentale, c’è anche quello – e lo si è visto in queste settimane – di compattare i membri della Nato contro la Russia e il conflitto che ha scatenato il 24 febbraio scorso. Questo clima da “Guerra fredda” non si respira solo all’interno dell’Alleanza atlantica ma anche tra molti paesi finora neutrali, o comunque non particolarmente interessati all’ingresso nel Trattato del Nord Atlantico.

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La Russia “non può non notare i persistenti tentativi” dell’Alleanza atlantica di allargarsi includendo i due Paesi. Da un lato dunque, i due paesi sembrano essere propensi a scegliere la NATO, a discapito di un rapporto diplomatico più o meno buono con Mosca. Tuttavia non tutto è pienamente definito, anche perché Svezia e Finlandia, dovranno rispondere a tutti i requisiti richiesti dagli attuali membri dell’alleanza, per poter entrare a farne parte. Si tratta di condizioni politiche, militari e legali che bisogna avere come biglietto d’ingresso; non basta aver detto di no alla Russia. Anche se di recente il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg ha aperto virtualmente le porte a Svezia e Finlandia, c’è molto da comprendere. Andersson è intervenuta dopo che l’invasione russa dell’Ucraina ha aperto il dibattito sul possibile ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato.

  • Nei giorni scorsi, infatti, per la prima volta nella storia, una maggioranza di svedesi si è espresso a favore dell’ingresso della Nato.
  • Intanto c’è una proposta di iniziativa popolare che invita il governo finlandese a presentare domanda di adesione alla Nato.
  • Queste pressioni ed interventi dimostrano come il tema della questione adesione alla NATO sia tornato di attualità nel paese in connessione col conflitto russo-ucraino.
  • Ancora più grave delle provocazioni in aria, è stato un oscuro episodio navale, avvenuto fra il 17 e il 24 ottobre 2014 al largo di Stoccolma.
  • Il comunicato russo parla di “grande preoccupazione” per la “forte convergenza della Finlandia e della Svezia verso la NATO”.
  • Insomma la situazione è bollente anche perché c’è, come detto, l’avvertimento di l’avvertimento di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo.

Il governo svizzero ha disposto limitazioni per numerose banche russe e ha emesso a propria volta sanzioni contro Putin e il suo ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. L’invasione dell’Ucraina, però, sembra aver reso questa possibilità particolarmente concreta, e la cosa è stata notatada più osservatori. La Finlandia non è l’unico paese storicamente e tradizionalmente neutrale ad aver preso apertamente posizione contro la Russia. Lo ha fatto anche la Svezia, che per ragioni simili a quelle della Finlandia aveva mantenuto fino a ora un ampio margine di neutralità.

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Helsinki e Stoccolma non sono membri dell’Alleanza atlantica, ma come li ha definiti il segretario generale Jens Stoltenberg, «sono i partner più stretti della Nato». Ove non espressamente indicato, tutti i diritti di sfruttamento ed utilizzazione economica del materiale fotografico presente sul sito Fanpage.it sono da intendersi di proprietà dei fornitori, LaPresse e Getty Images. Finlandia e Svezia pensano all’ingresso nella Nato, mente la Norvegia già ne fa parte.

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I sostenitori dell’iniziativa aggiungono inoltre che il Parlamento e il Presidente della Finlandia dovrebbero adempiere ai loro obblighi costituzionali di salvaguardare i diritti umani fondamentali attraverso la cooperazione internazionale, richiedendo l’adesione alla Nato. L’iniziativa prevede un semplice obbligo di adesione e non una vera e propria iniziativa legislativa, come la precedente iniziativa che chiedeva al Parlamento di organizzare un referendum sulla questione. Queste pressioni ed interventi dimostrano come il tema della questione adesione alla NATO sia tornato di attualità nel paese in connessione col conflitto russo-ucraino. Dopo l’ultima telefonata tra Emmanuel Macron questo è quanto si sente di dire il presidente francese. Lo si era sempre pensato anche nelle scorse settimane, quando si pensava che la minaccia di invasione russa e gli allarmi dell’intelligence americana fossero esagerati. Lo si continua in qualche modo a sperare ora che lo dice il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, mentre si stanno svolgendo i colloqui negoziali tra i rappresentanti di Mosca e quelli di Kiev in Bielorussia.

Nei giorni scorsi, infatti, per la prima volta nella storia, una maggioranza di svedesi si è espresso a favore dell’ingresso della Nato. Realizzato da Demoskop per il quotidiano Aftonbladet, il sondaggio indica un 51% di favorevoli, con il 27% di contrari e il 22% d’indecisi. A gennaio un sondaggio dello stesso istituto riportava un 42% di favorevoli mentre il 37% era contrario.

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Oltre all’omologo Joe Biden, ha incontrato a colazioneWilliam Burns, direttore della Cia che, come ha ricordato – non a caso – lo stesso presidente finlandese su Twitter, ha una notevole esperienza nella diplomazia e nei negoziati con la Russia. La Russia ha inviato lettere alla Finlandia e alla Svezia, chiedendo di fornire garanzie di sicurezza dopo che i due Paesi nordici hanno manifestato il loro interesse advert aderire alla Nato alla luce del conflitto in Ucraina. Al vertice, su suo invito, hanno partecipato oltre all’Ue anche Finlandia e la Svezia, suscitando l’immediata reazione di Mosca. Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, ha indicato di recente la Finlandia come possibile prossimo bersaglio delle mosse della Russia. La popolazione di story stato, inoltre, negli ultimi sondaggi effettuati, starebbe considerando seriamente di abbandonare la neutralità postbellica. L’ingresso della Finlandia nella Nato, quindi, potrebbe essere una questione di tempo e il conflitto in Ucraina potrebbe accelerare tale processo.

Che ci sia ancora un piccolo spazio di trattativa è ritenuto difficile, ma anche se così fosse il problema è quello che può accadere dopo. La Finlandia non è un membro della Nato ma ha un accordo di difesa reciproca con gli Stati Uniti. L’invasione russa dell’Ucraina sembra aver spinto la Finlandia, quanto la Svezia, a riconsiderare l’opportunità di entrare nell’Alleanza atlantica vista la retorica espansionistica e la spinta imperialista di Putin. Per la prima volta nella storia del Paese, la maggioranza dei finlandesi è a favore dell’ingresso nella Nato. Venerdì il Cremlino aveva ammonito la Finlandia sul rischio di “gravi ripercussioni militari e politiche” se decidesse di entrare nell’Alleanza Atlantica.

Il presidente americano Joe Biden – che ha sentito nuovamente il collega ucraino Volodymyr Zelensky – continua a coordinare la risposta occidentale ribadendo l’intenzione di difendere «ogni centimetro del territorio Nato» rafforzandone il fianco orientale. Nel comunicato al termine del vertice, diffuso dalla Casa Bianca, i leader hanno precisato di aver «attivato i piani di difesa per prepararci a rispondere ad una serie di evenienze e rendere sicuro il territorio dell’Alleanza», ribadendo l’impegno «di ferro» verso l’articolo 5 del trattato, quello sulla mutua difesa. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha precisato che per rafforzare il fianco Est dell’Alleanza sono stati già dispiegati migliaia di uomini e 100 aerei, a cui si aggiungono circa 20 unità navali nel Mediterraneo. Ciò contro cui abbiamo messo in guardia per mesi è arrivato nonostante tutti i nostri sforzi per trovare una soluzione diplomatica», ha affermato sempre Stoltenberg, sottolineando che Mosca ha la totale responsabilità della deliberata e premeditata invasione a sangue freddo. «Invitiamo la Russia a cessare immediatamente la sua azione militare», ha aggiunto parlando ai chief dei 30 paesi membri dell’Alleanza. Stoltenberg ha anche fatto sapere che «ci stiamo preparando all’evenienza di attacchi informatici agli stati Nato, che possono tecnicamente innescare l’articolo 5 del trattato, e siamo concentrati per evitare una crisi a riguardo».

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Secondo il ministro della Difesa norvegese Odd Roger Enoksen, si tratta di un’esercitazione “estremamente importante per la sicurezza della Norvegia e dei suoi alleati”. Dato che le operazioni si svolgeranno a poche centinaia di chilometri dal confine con la Russia, la Norvegia si è affrettata a precisare che l’esercitazione, programmata diversi mesi prima dell’inizio della guerra in Ucraina, sarà puramente difensiva e si terrà a una rispettosa distanza dal confine. Mosca si è però rifiutata di mandare suoi osservatori militari durante l’esercitazione e ha fatto sapere tramite la sua ambasciata a Oslo che “qualsiasi concentrazione di capacità militari della Nato vicino ai confini della Russia non aiuta a rafforzare la sicurezza nella regione”. Sabato, anche la Georgia ha annunciato che dal 20 al 25 marzo svolgerà esercitazioni congiunte con i partner Nato nella parte meridionale del Paese. Alla luce del conflitto in Ucraina la Svezia e la Finlandia hanno manifestato il loro interesse advert aderire alla Nato. L’Eco di Mosca ha comunicato che lo scorso venerdì è arrivato però il monito del Cremlino alla Finlandia sul rischio di possibili ripercussioni militari e politiche se il paese decidesse di aderirvi.

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Come decisori è nostra responsabilità non prendere decisioni affrettate, in particolare quando non sappiamo a cosa porterà la guerra “. “È ovvio che la loro adesione all’Alleanza, che è in primo luogo un’organizzazione militare, comporterebbe conseguenze politiche e militari che richiederebbero la necessità di rivedere le relazioni con questi Paesi e adottare misure di ritorsione”, ha affermato Belyayev advert Interfax. Ma i Paesi scandinavi, da un punto di vista militare, interessano qualcosa agli strateghi russi?

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