Monday, May 23, 2022

Citomegalovirus Come Si Prende

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Il trattamento deve essere protratto anche dopo la nascita, in associazione agli antivirali. Purtroppo, advert oggi, non sono disponibili trattamenti prenatali efficaci e sicuri per prevenire la trasmissione del virus dalla madre al feto. Le infezioni congenite conclamate vengono trattate con farmaci antivirali che, solo se somministrati precocemente e sotto controllo specialistico, possono ridurre i danni provocati dal virus, in particolare il deterioramento della funzione uditiva e psicomotoria. Contrarre il citomegalovirus in gravidanzasignifica mettere in serio pericolo la vita del feto, prima, e del neonato, poi.

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Infine, il Citomegalovirus può essere trasmesso anche attraverso la trasfusione di sanguee il trapianto di organi infetti o in modo verticale dalla madre al feto durante la gravidanza o il parto. Nei paesi occidentali infatti, tra il 60 e il 90% della popolazione generale ha contratto l’infezione almeno una volta nella vita (il 40% già in età scolare), mentre nei paesi in by way of di sviluppo la percentuale sale addirittura oltre il 90%. La maggior parte dei soggetti è asintomatica, ma alcuni provano malessere e sviluppano febbre; invece i soggetti con sistema immunitario compromesso possono sviluppare sintomi gravi, cecità inclusa.

Cosè Il Citomegalovirus E Come Si Contrae Linfezione Che Ha Colpito Morata

Entrambe le eventualità, però, comportano rischi che non sono superiori a quelli dovuti alla gravidanza di per se stessa. La positività agli anticorpi anti-Cmv IgM, dunque, indica un’infezione in corso, mentre la presenza nel sangue di anticorpi anti-Cmv IgG è l’indicatore di una infezione pregressa. Nella grande maggioranza dei casi l’infezione è asintomatica, cioè chi la contrae non ha sintomi. Nei soggetti immunodepressi le complicanze possono essere invece piuttosto gravi e compromettere la funzionalità di polmoni, sistema nervoso centrale, fegato e intestino, o portare addirittura alla morte.

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“L’impegno per mettere a punto un vaccino è assiduo”, osserva la ginecologa Anna Maria Marconi, membro del comitato scientifico dell’Associazione per lo Studio delle Malformazioni. “Ma finché non sarà disponibile bisogna puntare sulla prevenzione, conoscendo ed evitando i comportamenti che aumentano il rischio di contrarre l’infezione durante l’attesa”. La risposta advert una semplice domanda può fare la differenza per una gravidanza al riparo da pericolose infezioni? Certamente sì e lo dimostra una ricerca tutta italiana, che ha avuto una risonanza internazionale e che è stata condotta su 9.000 donne (seguite all’ospedale Sant’Anna di Torino e al San Matteo di Pavia). Non condividere con bambini piccoli piatti, bicchieri, spazzolini da denti, asciugamani, posate. Tenere puliti giocattoli, sonagli e tutto ciò che può essere sporco di saliva o urina dei bimbi piccoli.

Covid

Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani. Malattia da inclusione citomegalica, caratterizzata da ittero, ingrossamento del fegato e della milza , petecchie, pneumopatia interstiziale, citolisi con trombopenia. Lo studio dei ricercatori di Kobe ha evidenziato che l’uso combinato di queste analisi consente di diagnosticare le infezioni primarie, ma non le reinfezioni.

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Poiché si ritrova nella saliva, nelle urine e in altri fluidi corporei, il virus si trasmette facilmente nell’ambiente domestico e nelle comunità scolastiche tramite contatto da persona a persona e, più raramente, per contatto con l’urina dei bambini infetti. Se a contrarre il virus è una persona sana che viene trasfusa con sangue infetto e sviluppa l’infezione, questa si manifesta dopo 2-4 settimane, talvolta con febbre e infiammazione del fegato. Ecco perché è importante che, per la donna incinta che contrae il citomegalovirus in gravidanza e per il suo bambino alla nascita, siano seguiti da centri specializzati. Questi sintomi durano solitamente 5-10 giorni, ma possono mantenersi anche più a lungo ed evolvere in complicanze nel caso di bambini molto piccoli o persone con il sistema immunitario compromesso.

Trattamento Del Citomegalovirus In Gravidanza

Anche CMV determina, come gran parte degli Herpes virus, un’infezione persistente latente. Per quanto riguarda il ruolo del virus nello sviluppo della malattia le evidenze sono contrastanti. Alcuni studi epidemiologici sembrerebbero aver identificato un fattore protettivo dell’infezione da CMV per lo sviluppo della malattia solo in alcune etnie ma i dati non sono definitivi.

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Inoltre, la diagnosi dell’infezione da questo virus non è necessaria negli adulti e nei bambini sani, perché non corrono rischi di complicanze e non necessitano di trattamento. Questi casi che si verificano solo qualora non sia stato possibile accertare la presenza di CMV nei donatori e per minimizzare il rischio si può ricorrere a donatori sieronegativi, cioè che non hanno anticorpi contro il Citomegalovirus perché non si sono mai infettati. Quindi, la prevenzione per le persone a rischio è di evitare i contatti diretti con i fluidi corporei delle persone, soprattutto dei bambini, rispettando le più comuni regole igieniche personali e comportamentali.

Citomegalovirus: Che Cosè, Sintomi, Complicanze, Prevenzione Cura

In Italia studi recenti hanno mostrato che il numero di neonati a cui è stata trasmessa l’infezione in gravidanza è di circa 2 ogni a thousand, un valore fra i più bassi riscontrati nel mondo. L’infezione da CMVè molto comune e presente in tutto il mondo perché più colpire chiunque. Difatti, solitamente rimane inattivo o latente per molto tempo e non si riattiva a meno che il sistema di difesa del nostro corpo si veda alterato. La maggior parte delle persone affette da questo virus e che non presentano problemi di salute gravi non mostrano nessun sintomo che li faccia sospettare della presenza del CMV. Coloro che sviluppano alcuni sintomi possono presentare febbre, infiammazione dei gangli, dolore muscolare o stanchezza. Il sospetto della presenza di un’infezione di CMV trasmessa dalla madre al figlio deve indirizzare verso la ricerca, nel corso di gravidanza o alla nascita, del materiale genetico virale nel liquido amniotico o nel sangue e nelle secrezioni del neonato.

Come detto in più di un’occasione, invece, per i soggetti immunodepressi e per i neonati affetti da una forma infettiva congenita, la prognosi può essere infausta, in quanto il Citomegalovirus può avere conseguenze permanenti e, talvolta, mortali. In genere, per i soggetti in buono stato di salute che sviluppano la mononucleosi a causa del Citomegalovirus, è previsto un breve ricovero ospedaliero, senza però la somministrazione di alcun farmaco antivirale. A queste informazioni, è doveroso aggiungere quelle inerenti il profilo anticorpale di una persona con un’infezione da Citomegalovirus in atto. In tali occasioni, le immunoglobuline da osservare sono le IgM, le quali risulteranno fortemente presenti , in chi è affetto, mentre risulteranno assenti , in chi non è affetto.

  • Il ritardo della crescita prenatale provocato dall’infezione può determinare alla nascita un peso inferiore alla norma.
  • Il virus infetta in modo specifico i linfociti B , portandone a una proliferazione e attivazione abnorme.
  • Ad ogni modo, la terapia rallenta la progressione della malattia e può aiutare a non perdere la vista.
  • La diagnosi d’infezione da CMV nel neonato è basata essenzialmente sulla ricerca del DNA virale quantitativo nel sangue, nelle urine e in altri campioni potenzialmente utili (es. il liquor in caso di sospetta encefalopatia), oltre che delle IgM e IgG anti-CMV nel siero.
  • L’escrezione del virus, dopo una prima infezione, continua per tanto tempo , per cui esiste sempre nella popolazione una grande riserva di virus.
  • Non si può escludere neanche la trasmissione per by way of sessuale, ma la maggior parte degli adulti ha già acquisito l’infezione in altro modo.

“È sempre buona regola lavarsi le mani con acqua calda e sapone prima di mangiare e di preparare e servire il cibo, dopo aver cambiato i bambini, dopo essere andati in bagno e dopo ogni tipo di contatto con fluidi corporei. È opportuno evitare di scambiarsi posate o altri utensili durante i pasti, soprattutto con bambini piccoli”, scrive l’ISS. Il rischio di trasmissione al feto non sembra collegato al periodo di gestazione durante il quale viene contratta l’infezione. La malattia, però, potrebbe diventare più seria se la trasmissione avvenisse nei primi tre mesi di gravidanza. Il rischio di trasmissione al feto è compreso tra il 30 e il 40% nella forma primaria e tra il 0,5 e il 2% nella forma secondaria.

citomegalovirus come si prende

Il citomegalovirus o CMV appartiene alla famiglia degli Herpesvirus che comprende i più noti herpes labiale e genitale e il virus della varicella. Chi ha già avuto l’infezione non è immune completamente, quindi può contrarre una reinfezione. Infatti, l’infezione da CMV si distingue in primaria o ricorrente, che a sua volta è distinta in riattivazione (da ceppo virale già presente nel soggetto) e reinfezione (da ceppo virale diverso da quello che ha già infettato l’organismo). Un altro dei problemi delle infezioni congenite da citomegalovirus riguarda il periodo di incubazione, che può durare anche mesi, se non addirittura 5 o 6 anni dopo il parto. È vero però che le conseguenze più gravi le noti, di solito, quando compaiono immediatamente dopo la nascita.

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